Arabinogalattano

ARABINOGALATTANO

L’arabinogalattano estratto dalle piante di larice è composto da molecole di galattosio e arabinosio in un rapporto di 6:14. È un polisaccaride a lunga catena, non amidaceo, densamente ramificato e presenta una struttura principale costituita da molecole di galattosio sulla quale si innestano fitte ramificazioni rappresentate da galattosio e arabinosio2, 3.

Cosa sono i prebiotici


Con il termine prebiotico, coniato nel 1995 si definiscono quegli “ingredienti alimentari non digeribili, aventi effetti benefici sull’ospite attraverso la stimolazione selettiva della crescita e/o dell’attività di un singolo o di un numero limitato di batteri nel colon”5. Si ritiene, pertanto, che i prebiotici migliorino il benessere gastrointestinale in modo analogo a quello realizzato dai probiotici (integratori alimentari di microrganismi vivi)6.

Influsso positivo sulla microflora


Studi clinici sull’uomo ed in vitro indicano che l’assunzione dell’arabinogalattano può determinare un deciso miglioramento della microflora intestinale, in particolare incrementando la popolazione dei microrganismi anaerobi, come Bifidobatteri e Lattobacilli e diminuendo quella di Clostridi ed Escherichia Coli7–14. La microflora intestinale comprende un insieme di diverse specie microbiche, il cui sviluppo viene influenzato da diversi fattori tra i quali anche la dieta15, 16. L’aggiunta di fibre di arabinogalattano alla dieta quotidiana può apportare utili benefici, esplicando la sua funzione prebiotica.

Acidi grassi a catena corta


Si è riscontrato che come risultato del processo di fermentazione, la fibra dell’arabinogalattano determina il rilascio di acidi grassi a corta catena (SCFA), incrementandone la concentrazione a livello intestinale. Tali acidi intervengono nella riduzione del pH del colon e partecipano alla creazione di un ambiente favorevole allo sviluppo di una mircoflora benefica2, 17–19. La maggior parte dei microrganismi strettamente anaerobi che risiedono nell’intestino crasso, trae la propria energia dalla fermentazione dei carboidrati, che si traduce nella produzione di diversi metaboliti tra cui SCFA volatili 20, 21. Acetato, propionato e butirrato sono i principali SCFA prodotti in seguito al processo di fermentazione7, 17. Essi sono in grado di favorire
l’assorbimento di sali ed acqua da parte dell’intestino influenzandone quindi la mobilità e vengono rapidamente utilizzati dalle cellule dell’epitelio intestinale, che dal loro metabolismo ne possono quindi ricavare una discreta quantità di energia18. Si è riscontrato che acetato e propinato sono prelevati dall’intestino allo scopo di rifornire di energia il cervello, i muscoli e il cuore, mentre il butirrato garantisce circa il 50% del fabbisogno quotidiano della mucosa gastrointestinale22. È stato, altresì, dimostrato che il butirrato protegge le cellule della mucosa da agenti che provocano la differenziazione delle cellule intestinali19.

Riduzione dell’ammoniaca nell’intestino


È stato dimostrato che la fibra dell’arabinogalattano diminuisce la formazione e l’assorbimento di ammoniaca a livello intestinale3, 7, 11. Gran parte dell’ammoniaca nell’intestino crasso è prodotta dalla deamminazione degli amminoacidi da parte della microflora. Alti livelli di ammoniaca nell’intestino crasso sembrerebbero contribuire alla creazione di condizioni nocive alla salute, con effetti tossici per le cellule dell’epitelio intestinale2.

Tolleranza digestiva


Tutti i benefici apportati a livello gastrointestinale sopra citati sono realizzati in assenza dei tipici effetti collaterali, comunemente associati all’assunzione di alimenti o ingredienti ricchi in fibre dietetiche23, quali l’eccessiva produzione di gas e la spiacevole sensazione di gonfiore11, 12. Grazie alla sua struttura altamente ramificata, la fibra dell’arabinogalattano viene fermentata molto lentamente10 dalla microflora intestinale. La fibra dell’arabinogalattano ha dimostrato in vari studi11, 12 di possedere un’alta tolleranza digestiva anche a dosaggi fino a 30 g al giorno, mentre si hanno effetti benefici già con soli 4,5 g al giorno12. Arabinogalattano è un ingrediente ipocalorico (1,4 kcal/g) e, secondo quanto rilevato da studi scientifici, non determina risposta glicemica11, 24.

Sintesi delle funzioni gastrointestinali delle fibre di arabinogalattano

– Aumenta i Lactobacilli e i Bifidobatteri
– Riduce Clostridi ed E. Coli
– Aumenta gli acidi grassi a corta catena
– Riduce i livelli di ammoniaca
– Fermenta lentamente

Bibliografia
01  Jeraci JL et al. (1993). In: CRC Handbook of Dietary Fiber in Human Nutrition  (ed GA Spiller). 2nd edn 371–376, CRC Press, Boca Raton, FL
02  Robinson R et al. (2000). In: Advanced Dietary Fiber 38:443–45
03  Kelly GS (1999). Altern Med Rev 4(2):96-103
04  Nazareth MR et al. (1961). J Pharm Sci 50(7):560–563
05  Gibson GR et al. (1995). J Nutr 125:1401–1412
06  Macfarlane S et al. (2006). Aliment Pharmacol Ther 24:701–714
07  Vince AJ et al. (1990). Brit J Nutr 63:17–26
08  Crociani F et al. (1994). Int J Food Microbio 24:199–210
09  Macfarlane GT et al. (1995). Anaerobe 1:275–281
10  Englyst HN et al. (1987). FEMS Microbiology Ecology 95:163–171
11  Robinson RR et al. (2001). J Am Coll Nutr 20(4):279–285
12 Causey-O’Brien J L (2002). Doctoral Thesis, University of Minnesota
13 Salyers AA et al. (1977). Appl Envir Microbiol 2:319–322
14 Bayliss CE et al. (1984). Appl Environ Microbiol 9:626–632
15 Tannock GW (2001). Am J Clin Nutr 73:410S–414S
16 Collins MD et al. (1999). Am J Clin Nutr 69:1052S–1057S
17 Cummings JH et al. (2001). Am J Clin Nutr 73:415S–420S
18 Macfarlane S et al. (1997). Adv Dent Res 11(1):59–68
19 D’Adamo P (1990). J Naturopath Med 6(1):33–37
20 Roberfroid MB (2001). Am J Clin Nutr 73:406S–409S
21 Gibson GR et al. (2000). J Nutr 130:391S–395S
22 Tuhoy KM et al. (2005). Curr Pharma Design 11:75–90
23 Rycroft CE et al. (2001). J Appl Microbiol 91:878–887
24 Ambrus JL et al. (1976). J Med 7(6):429–438

IL MAGAZZINO È ATTUALMENTE IN FASE DI AGGIORNAMENTO: NESSUN ORDINE VERRÀ SODDISFATTO. Ignora