Ippocastano

IPPOCASTANO
Aesculus ippocastanum L.

L’Ippocastano, o Castagno d’India, pianta ornamentale in giardini o parchi pubblici, a differenza del castagno comune è da sempre molto utilizzato in medicina. La parte della pianta correttamente utilizzabile è rappresentata dai semi, cioè dalle castagne d’India. Le castagne infatti contengono in particolare un complesso di glucosidi triterpenici denominato comunemente “escina”, glucosidi cumarini (in particolare l’esculina), procianidine e tannini. Tra l’altro sono presenti anche in Farmacopea e in specialità medicinali registrate, in realtà si tratta di una vera e propria pianta medicinale, non tossica.

Proprietà


Azione antiessudativa, antiedemigena, capillarotropa/protettiva e antinfiammatoria. Venotoniche.  Aumenta la resistenza capillare, riduce la permeabilità e favorisce il drenaggio linfatico. Aiuta il mantenimento della corretta funzionalità del microcircolo.

Modalità d’uso


Ormai abbandonato l’impiego di infusi, decotti, tinture ed estratti non titolati, fra l’altro responsabili di effetti collaterali gastrointestinali, la moderna fitoterapia consente oggi di utilizzare estratti purificati e standardizzati, per uso sistemico ed uso topico, sicuri ed efficaci, anche come prevenzione o completamento di una eventuale terapia chirurgica, come nel caso delle vene varicose. 

Finalità fisiologiche


USO SISTEMICO
Indicato nella terapia e prevenzione delle malattie dell’apparato venoso, in quanto le sostanze contenute nei semi aumentano la resistenza dei capillari e delle vene riducendone la permeabilità. È dotato inoltre di proprietà antinfiammatoria e favorisce la rimozione di liquidi interstiziali con un’azione antiedematosa. Indicato in disturbi da insufficienza venosa periferica (gonfiori, pesantezza, dolori, prurito ecc.), varici e sindromi post-flebitiche, emorroidi, cellulite e fragilità capillare.

USO TOPICO
L’ippocastano protegge e decongestiona i capillari rendendoli meno permeabili e di conseguenza meglio irrorati di sangue e ossigeno. Ciò significa che si attiva il microcircolo e anche il drenaggio linfatico con un’azione preventiva contro cellulite e fragilità capillare. L’Ippocastano, inoltre, è un importante ingrediente dei solari perché blocca in parte i raggi ultravioletti, e di creme per attenuare la couperose, proprio per la sua capacità di agire sul microcircolo. 

Controindicazioni


–  Ipersensibiltà o allergie verso uno o più dei componenti
–  Gravidanza e allattamento
–  Periodo pre-operatorio
–  Nefropatie e insufficienza renale
–  Alte dosi di escina possono provocare danni sul glomerulo. Il rischio di emolisi si ha solo per somministrazione endovenosa di escina, non per l’uso orale.

Interazioni


– È stato descritto un caso di malattia autoimmune (sindrome “pseudolupus”) dopo assunzione di un’associazione di Ippocastano, fenopirazone e piante contenenti glucosidi cardioattivi. Non fu mai stabilito, tuttavia, quale componente fosse responsabile di questa sindrome
– L’escina, per il legame con le proteine plasmatiche, potrebbe ridurre il trasporto stesso di farmaci assunti contemporaneamente all’ippocastano

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