SELENIO

Il selenio è un oligominerale che agisce, principalmente, come componente dell’enzima antiossidante glutatione perossidasi, che opera insieme alla vitamina E nel prevenire i danni prodotti dai radicali liberi alle membrane cellulari. Bassi livelli di selenio sono collegati a un maggiore rischio di cancro, disturbi cardiovascolari, malattie infiammatorie e altre patologie associate al danno da radicali liberi, inclusi l’invecchiamento precoce e la formazione di cataratta.

Proprietà


Antinfiammatoria, antiossidante, è coinvolto nella produzione dell’enzima antiossidante glutatione perissodasi.

Modalità d’uso


Il selenio è disponibile in diverse forme. Gli studi dimostrano che i sali inorganici, come la selenite di sodio, sono assorbiti meno efficacemente e non sono altrettanto attivi biologicamente rispetto alle forme organiche, coma la seleniometionina e il lievito arricchito di selenio, che, per questo motivo, sono preferibili. Sebbene non esista una dose giornaliera consigliata specifica, si raccomanda agli adulti un’assunzione giornaliera di selenio compresa tra 50 e 200 mcg. A dosi elevate il selenio può essere tossico. Per i bambini, una dose di 3,3 mcg/kg di peso corporeo si può ritenere corretta.

Finalità fisiologiche


Grazie alle sue proprietà antiossidanti il selenio ha mostrato effetti protettivi nei confronti delle malattie cardiovascolari e metaboliche, oltre a essere coinvolto nell’0meostasi della funzione tiroidea. Il selenio influisce positivamente sul corretto funzionamento di tutte le componenti del sistema immunitario. Infine, in associazione alla vitamina E, il selenio è un valido aiuto nel contrasto dei sintomi dell’artrite reumatoide.

Controindicazioni


Dosi di selenio anche solo di 900 mcg al giorno per lunghi periodi di tempo possono determinare, in alcuni individui, segni di tossicità. Tra i sintomi tossici principali annoveriamo la depressione, il nervosismo, nausea, vomito e, in casi estremi, perdita dei capelli e delle unghie.

Avvertenze


Altri nutrienti antiossidanti collaborano in sinergia col selenio per aumentare l’attività della glutatione perossidasi. L’assorbimento di selenio è influenzato negativamente dai metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio ecc.) e da dosi elevate di vitamina C (influisce più sulla selenite di sodio che sulle forme organiche di selenio). L’assorbimento di selenio è presumibilmente ridotto dal consumo elevato di altri oligominerali, in particolare dallo zinco. Vari farmaci, soprattutto i chemioterapici, possono aumentare il fabbisogno di selenio.