Testato dermatologicamente – Il nichel

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I test dermatologici vengono effettuati su tutti i cosmetici, ma un prodotto ecodermocompatibile è sottoposto a controlli ancora maggiori, perché l’affinità alla pelle deve escludere fenomeni di sensibilizzazione.

Fenomeno in crescita nella società odierna è l’allergia ai metalli pesanti; tra le più diffuse c’è quella al nichel, che è presente in natura e si trova anche nel nostro organismo.
In quanto rintracciabile pressoché ovunque, il nichel si può trovare come impurezza residua della lavorazione del prodotto: per questo una direttiva della Comunità Europea impone a tutte le industrie di limitarne il contenuto nei prodotti con cui i consumatori vengono a diretto contatto (per esempio proprio quelli per la pelle) e di contenerne il rilascio. Purtroppo è impossibile escluderlo completamente dalle formulazioni, lo si può solo ridurre al minimo.

Il nichel è responsabile del 25% delle allergie da contatto. Questo perché la pelle è un organo di deposito nel quale tale elemento si accumula ma difficilmente si elimina. Nei soggetti sani la cute tollera valori di 100 ppm (parti per milione), mentre in quelli già sensibilizzati la soglia oltre la quale si riaccende una reazione è di 1 ppm. Le ditte che testano i propri prodotti per il nichel garantiscono livelli inferiori a 1 ppm. In caso di pelle sensibile, è consigliabile scegliere cosmetici testati che garantiscono un contenuto del metallo inferiore a 0,00001%.

Riassumendo, in assenza di problematiche dermatologiche particolari, è importante scegliere un prodotto di bellezza affine alla nostra fisiologia cutanea, testato dermatologicamente, con attivi che arrivino al derma ma che al tempo stesso non contengano agenti che la pelle potrebbe non tollerare, come appunto il nichel.