Vitamina C

VITAMINA C

Sebbene la Vitamina C, o acido Ascorbico, sia il supplemento vitaminico più conosciuto e popolare è per molti versi anche il più controverso. Nel corso degli anni molti scienziati di prestigio hanno sostenuto posizioni nettamente contrapposte sull’importanza dei supplementi di vitamina C per la salute. Anche se ricercatori ed esperti non concordano su quale sia il reale fabbisogno di vitamina c, è fuori discussione il suo ruolo essenziale nella nutrizione umana.

Proprietà


Antiossidante, antinfiammatoria, fotoprotettiva, cicatrizzante, dermotonica, antirughe. Potenzia il sistema immunitario e favorisce la sintesi di collagene.

Modalità d’uso


La vitamina C si può trovare in diverse forme: cristalli, polveri, capsule, pastiglie, compresse a lento rilascio, e così via. A seconda delle differenti forme considerate, varia la tipologia di vitamina C. L’acido ascorbico costituisce la forma più usata e meno dispendiosa.
Il dibattito sulla quantità di vitamina C necessaria all’uomo è tuttora aperto. A un estremo si collocano il due volte premio Nobel Linus Pauling e i suoi seguaci, che raccomandano dosi comprese tra i 2 e i 9 g al giorno nei periodi di benessere e dosi ancora maggiori nei momenti di stress o malattia. In questi casi, Pauling e i suoi sostenitori raccomandano di assumere le dosi più elevate possibili senza che vi sia insorgenza di diarrea, pratica comunemente definita del dosaggio della vitamina C fino al limite della “tolleranza intestinale”. All’altro estremo dello spettro si trova la dose giornaliera consigliata, pari a 60 mg per gli adulti. Vi sono tuttavia numerose circostanze nelle quali è indicato o raccomandabile una terapia a dosi elevate di vitamina C: in particolare nei casi di diabete, cataratta, glaucoma, infezioni come il raffreddore, tumori, morbo di parkinson ecc. In queste situazioni posologiche, può essere considerato adeguato un dosaggio compreso tra i 1000 mg e il limite di tolleranza intestinale.

Finalità fisiologiche


Numerosi studi sperimentali, clinici e di popolazione mostrano che i benefici del consumo di vitamina C sono numerosi: riduzione dell’incidenza dei tumori, aumento delle difese immunitarie, prevenzione del raffreddore,  protezione contro l’inquinamento e il fumo di sigarette, miglioramento della cicatrizzazione delle ferite, riduzione del rischio di cataratta. Le ricerche indicano che la vitamina C è utile in molte patologie per la sua azione antiossidante. Una dieta ricca di vitamina C, infatti, riduce il rischio di morte da attacco cardiaco e infarto ( e anche da altre cause, tra le quali il cancro). Rimane infine essenziale l’apporto di tale vitamina nelle terapie del diabete.

Controindicazioni


La vitamina C è estremamente sicura per gran parte delle persone. Gli effetti collaterali più frequenti sono diarrea, distensione intestinale o flatulenza. Alcuni ricercatori sostengono che un’improvvisa interruzione del consumo di dosi elevate di vitamina C porta a uno “scorbuto di rimbalzo” o, nel caso di donne in gravidanza, la comparsa di questa patologia dopo il parto. Alcuni studi, tuttavia, non confermano questa teoria. Benché l’esistenza dello scorbuto di rimbalzo sia controversa, è bene essere cauti e previdenti. Qualora vi sia un elevato consumo di vitamina C, si consiglia di diminuire gradualmente il dosaggio. Attualmente per donne in gravidanza una dose di 500 mg al giorno è da considerarsi entro i limiti di sicurezza.

Interazioni


La vitamina C è legata in modo complesso con altri antiossidanti nutrizionali, in particolare la vitamina E, il selenio e il beta-carotene. La combinazione di più antiossidanti può fornire benefici maggiori che non il consumo di qualsiasi singolo nutriente (quale la vitamina C). Da una ricerca, per esempio, è emerso che una miscela di beta-carotene, vitamina E, glutatione e vitamina C era più efficace rispetto a uno qualunque di questi antiossidanti preso singolarmente, nella prevenzione della crescita del carcinoma del cavo orale sperimentalmente provocato nei criceti. Gli effetti anticancro osservati non erano semplicemente additivi: si riscontrava una vera e propria sinergia. La vitamina C aumenta l’assorbimento del ferro, diminuisce quello del rame e interferisce con gli esami del sangue per la vitamina B12. Non si conosce alcuna interazione negativa tra vitamina C e farmaci.

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