CARCIOFO
Cynara scolymus L.

Del carciofo, in medicina, si utilizzano le foglie, i cui componenti sono rappresentati da: polifenoli, flavonoidi, tannini e i derivati dell’acido clorogenico, fra i quali molta importanza veniva attribuita alla cinarina, poliacetileni, steroli, acidi organici, sali minerali e componenti volatili aromatici (β-selinene, α-cedrene e α-umulene).  Il Carciofo è anche presente in Farmacopea, la quale prevede un contenuto in acido clorogenico tra il 4.5 e il 6%.

Proprietà


Funzione digestiva. Funzione epatica. Eliminazione dei gas intestinali. Funzioni depurative dell’organismo. Metabolismo dei lipidi. Antiossidante. Ipocolesterolemizzante. Attività coleretica e colagoga.

Modalità d’uso


Impropriamente consigliato sottoforma di tisana, è più correttamente utilizzato sottoforma di estratto secco, standardizzato in acido clorogenico, alla dose di 300-500 mg tre volte al giorno. Estratti di carciofo sono presenti anche in alcune specialità medicinali registrate come lassativi o coleretici, digestivi o aperitivi.

Finalità fisiologiche


Il carciofo è utilizzato in fitoterapia come coleretico, diuretico e ipolipemizzante. È utilizzato talvolta in associazione ad altre piante in prodotti specifici per favorire la diuresi, nei casi di ritenzione idrica, cellulite o sovrappeso. Indicato anche nelle dispepsie funzionali e per attivare il catabolismo epatico del colesterolo. Un’altra importante e complementare azione è quella epatoprotettiva e antitossica, che si manifesta in particolare sull’alcol.

Controindicazioni


– Ipersensibilità o allergie verso uno o più componenti
– Gravidanza e allattamento
– Periodo pre-operatorio
– Cautela nei soggetti affetti da calcolosi delle vie biliari

Avvertenze


Per la presenza di lattoni sesquiterpenici può essere responsabile di reazioni allergiche

Interazioni


– Farmaci gastrolesivi
– Amari
Possibile irritazione della mucosa gastroenterica.