Orthosiphon

ORTHOSIPHON
Orthosiphon stamineus Bentham Labiatae

L’Orthosiphon, chiamato anche Tè di Giava, è una pianta erbacea perenne originaria dell’Indonesia ed è ancora oggi coltivato a scopo industriale proprio in quella zona dell’Asia meridionale. È chiamato anche “barba di gatto”, o Kumis-kuting in indonesiano, per la forma caratteristica dei fiori bianco-violetti. Della pianta si utilizzano le foglie, finemente seghettate, che contengono: olio essenziale, ricco in sesquiterpeni, flavonoidi e saponine triterpeniche.

Proprietà


Drenaggio dei liquidi corporei. Funzionalità delle vie urinarie.

Modalità d’uso


L’Orthosiphon viene utilizzato sottoforma di infuso, estratto secco, estratto fluido, polvere e tintura madre. Le relative dosi di assunzione normalmente consigliate sono le seguenti: per l’infusi 2-3 g al giorno in 150 ml di acqua per due-tre volte al giorno; estratto secco: 126 mg per una capsula di 300 mg (titolazione in potassio al 2,85% minimo) e prendere 1-2 capsule da una a tre volte al giorno. Estratto fluido: 0,5-3 g al giorno (1 g = 30 gocce). Polvere: 2,5 g per tazza d’acqua calda; infondere per 15-20 minuti e prendere più tazze al giorno. Tintura madre: 50 gocce 2-3 volte al giorno.

Finalità fisiologiche


L’attività farmacologica più importante e interessante, confermata da ricerche scientifiche, è quella di favorire l’escrezione renale di cloruro di sodio e, quindi, di acqua. Rappresenta un buon rimedio fitoterapico ad attività diuretica utilizzabile anche nelle forme di ipertensione arteriosa, nell’insufficienza cardiaca e in tutte le forme di ritenzione idrica per le quali il medico ritenga opportuno intervenire con una sostanza ad attività diuretica.

Controindicazioni


– Ipersensibilità o allergie verso uno o più dei componenti
– Gravidanza e allattamento
– Periodo pre-operatorio

Interazioni


– Calcioantagonisti
– Diuretici
– Digitalici
– Nitroderivati

Le interazioni sono possibili per sommazione di effetti tra farmaco e pianta medicinale