Valeriana

VALERIANA
Valeriana officinalis L.

La pianta è da sempre conosciuta come medicinale, anche se facilmente reperibile nei luoghi freschi ed umidi delle nostre montagne. È in Farmacopea ed entra a far parte di numerose specialità farmaceutiche ed erboristiche. Della Valeriana si utilizzano i rizomi e le radici, i cui costituenti chimici più importanti della sono: gli acidi valerenici (e altri derivati triterpenici presenti nell’olio essenziale), i valepotriati (valtrato e baldrinale) e alcuni alcaloidi (valeranina, attinidina e valtrossale). I costituenti chimici presenti negli estratti sono responsabili dell’attività tranquillizzante, attività ansiolitica e sedativa sul SNC, per azione specifica sui recettori per la benzodiazepine (le componenti lipofile quali i valepotriati) e sui recettori per il GABA (acido γ-aminobutirrico), in particolare le componenti idrofile quali gli acidi valerenici.

Proprietà


Ansiolitica, calmante, tranquillizzante e sedativa.

Modalità d’uso


Data l’ampia variabilità in principi attivi che si riscontra nella pianta, devono essere utilizzati solo estratti secchi standardizzati, come previsti da Farmacopea.
Posologia media 400 mg per capsula.

Finalità fisiologiche


Valeriana officinalis è indicata per il trattamento di lievi stati d’ansia e dei disturbi del sonno transitori e in ogni caso non associati a gravi disturbi mentali. La pianta, infatti, agisce favorevolmente sul sonno riducendo il tempo di addormentamento e migliorandone la qualità. La valeriana risulta efficace nel controllare l’agitazione motoria, i dolori cardiaci di origine nervosa, le cefalee, la neurastenia e, come antispasmodico, negli spasmi gastrici e colici. È utilizzata, pertanto, come sedativo del sistema nervoso centrale e risulta particolarmente utile nelle difficoltà di addormentamento e negli spasmi gastrointestinali di origine nervosa. Per ottenere un miglioramento nei disturbi del sonno è necessaria una somministrazione prolungata nel tempo (oltre le due settimane).

Controindicazioni


– Ipersensibilità o allergie verso uno o più dei componenti
– Gravidanza e allattamento
– Periodo pre-operatorio

Interazioni


– Sebbene in vitro abbia dimostrato inibizione e induzione del citocromo 2D6, 3A4 e 1A2, in    studi clinici umani non ha dimostrato alcuna alterazione dei citocromi 3A4 e 2D6.
– Aumenta il tempo di sonno da barbiturici
– Possibile interazione con benziodiazepine e antistaminici
– Alcol

Avvertenze


Si raccomanda l’uso di estratti standardizzati in acidi valerenici